Gli esperti dicono che scrivere tre cose per cui si è grati aiuta a dormire meglio la notte. Il fatto è che ci sono giornate talmente “no” che riuscire a trovare qualcosa per cui essere grati è come cercare un ago in un pagliaio.
Ieri è stata una di quelle giornate: stanchezza, nervosismo, sonno arretrato… il tutto condito con un’abbondante dose di pessimismo leopardiano e da una gran voglia di buttare la giornata nel wc.
Mi stavo appunto alzando per… ed ecco che, all’improvviso, la mente torna al luglio del 2024, quando riuscire a dormire sei ore era diventato ormai un miraggio. Una calda mattina di quell’estate, ho ascoltato per la prima volta “Summer of ’69” di Bryan Adams e ieri ho deciso di fare lo stesso.
Oggi come allora, questa canzone mi dà la scossa fin dai primi beat perchè mi fa pensare che, se è stato scritto questo capolavoro, qualcosa di bello può ancora accadere, anche se tutti ci dicono che non è possibile e siamo troppo stanchi per sperare.
Il testo, fresco e, allo stesso tempo nostalgico, fa pendant con il ritmo intramontabile del rock, che invita a ballare e ad accogliere con entusiasmo tutto il bello che la vita ci può ancora offrire.
Perchè una cosa è certa: dopo il buio arriva sempre il sole e, se è scontato che gli anni verdi non torneranno più, è altrettanto vero che, a volte, basta davvero poco per addolcire le nostre giornate.
Un abbraccio, un sorriso, un amico che ti sfiora la spalla e ti chiede “Come va?”… sono quelle piccole, grandi cose per le quali ognuno di noi dovrebbe sentirsi grato e fortunato.
Cogliere queste piccole, grandi meraviglie spetta soltanto a noi: lo dobbiamo a noi stessi per il semplice fatto che esistiamo, perchè, nonostante le difficoltà e le giornate “no”, siamo ancora vivi.
Sperando di non avervi annoiato troppo con questa lunga premessa, vi lascio il video e la traduzione di “Summer of ’69”. Perchè la bellezza sta negli occhi di chi guarda… e nel cuore di chi ascolta.